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Presentato in anteprima nazionale all’Homi Country Retreat il libro di Orazio Santagati. Storia di mafia ambientata nel futuro

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Una giornata baciata dal sole e dalla voglia di respirare benessere a 360 gradi.  Un’atmosfera unica, veramente speciale, quella che accolto quanti hanno partecipato alla presentazione di “Homi Life”, associazione senza scopo di lucro presieduta da Salvatore Giannola, medico nutrizionista, che sorge e pulsa in una struttura come l’Homi Country Retreat, in via Madre Teresa di Calcutta 75, a Partinico.

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Un luogo nel quale potere ritrovare se stessi, seguiti e supportati da numerosi professionisti che insegnano a prendersi cura della propria persona, prestando attenzione al corpo ma anche alla mente attraverso la messa in campo di attività e iniziative di respiro sociale e culturale. Come quelle che hanno animato l’Open Day proposto per l’occasione, arricchito dalla presentazione in anteprima nazionale di “Ericlea” (edito da Castelvecchi), l’ultimo libro di Orazio Santagati, presidente del Premio Piersanti Mattarella, e impreziosito dalla sfilata di gioielli di Tiziana Di Pasquale.

«Sono emozionato perché oggi presento una realtà come “Homi life” – spiega Salvatore Giannola – nata dopo 30 anni di carriera per sviluppare il mio progetto di salute e di benessere che punta a stare bene insieme rispettando i criteri di una buona e sana alimentazione. Solitamente, quando parliamo con le persone che seguiamo, discutiamo sempre di poco apporto calorico, ma non così spesso di come aumentare il dispendio energetico. Questa è una struttura nella quale ho voluto riunire grandi collaboratori che potessero sposare questa filosofia, portando anche nuove tecniche di allenamento, per lo più attività aerobiche di grandissimo dispendio calorico molto importanti nella fase dimagrante. Vivere il dimagrimento significa concepire una fase nuova della propria vita e noi cerchiamo di insegnarlo. Non abbiamo creato un posto di elite, ma un luogo nel quale per esempio potere sfruttare le nostre cucine e insegnare a realizzare piatti che possono sorprendere per le loro grandi proprietà. Vivere la salute a 360 gradi, quindi, per costruire insieme qualcosa di diverso».

2E se parliamo di cibo, la mente va subito a Slow Food, realtà con cui comincia un rapporto che si preannuncia lungo e coinvolgente.

«Noi ci occupiamo di salvaguardare la biodiversità del nostro territorio – spiega Laura Fagione, in rappresentanza di Slow Food – che vuol dire diversità di ambienti, di mari, laghi, paesaggi alpini, di specie animali, di piante e microorganismi.  C‘è biodiversità anche nel patrimonio genetico. Slow Food valorizza i prodotti in via di estinzione, potenziale o reale che questa sia. Pensiamo all’ Aglio rosso di Nubia o all’Ape nera sicula oppure ancora alla Capra Girgentana, tutti presidi tra i tantissimi che abbiamo in Sicilia, tendenti a valorizzare il nostro territorio.  Slow Food non va pensato come una moda, così come non sono di moda il biologico, il vegano o tutti i nuovi termini che vanno per la maggiore adesso. Slow food è credere in quelle che sono le nostre peculiarità, tradizioni che vanno valorizzate e tutelate».

Un’idea di benessere che, oltre al cibo, passa attraverso il team di professionisti che opererà in sinergia, facendo la differenza. Specialisti come  Costanza Dolce e Cinzia Orlando che si occuperanno di mindfulness, Antonella Arcuri di acqua gym, Laura Busalacchi di pilates, Ivana Patti di dermatologia, Rosalba Lunetto di sostegno psicologico, Antonio Vassallo di yoga, Enza Mortillaro di danzamovimentoterapia, Lucrezia Sciancalepore di massoterapia, Domenico Greco di medicina estetica, Monica Lombardo di piloxing, Alessia Speciale di training autogeno, Giovanni Zuppardo di functional training, Helena Russo di danze orientali.

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Una sinergia che si nutrirà di energia, anche grazie al contesto naturalistico come quello in cui sorge il magico boschetto di questa struttura, nel quale per tutta la giornata è rimasta allestita la mostra “Ambienti relitti ma ancora felici di Sicilia” di Guido Orlando.  Trenta scatti che raccontano quella parte di Isola splendida e selvaggia – da Ficuzza a Cala Rossa, da Pantelleria alla foce del Fiume Belice, da  Capo Passero ai Gorghi Tondi, sino alla Riserva dello Zingaro e al Parco dei Nebrodi, solo per citare alcuni dei nostri migliori paesaggi – catturata dalla macchina fotografica. Angoli di paradiso immersi in un’ altra fetta di cielo, magica e irresistibile.

Che l’Homi Country Retreat sia un luogo speciale lo si è già capito, ma bisogna anche dire che a renderlo tale è Antonietta Greco Giannola, padrona di casa altrettanto speciale, attenta ad accogliere tutti, invitando allo stesso tempo a scoprire liberamente i numerosi angoli di questo spazio.

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«Veramente un’emozione indescrivibile vedere così tanta gente – afferma la stessa Greco Giannola – con cui condividere l’inizio di un viaggio unico.  Speciali sono stati tanti momenti di questa giornata, durante la quale si è potuto partecipare a dimostrazioni di attività che prenderanno vita grazie a “Homi Life”. Un momento, però, a cui ho tenuto particolarmente, anche perché non lo avrei mai pensato e sperato, è stato quello della presentazione di “Ericlea” , il libro di Orazio Santagati, presidente del Premio Piersanti Mattarella e presidente dell’onlus “La memoria nel cuore”, che ci ha onorato della sua presenza. Ci ha fatto veramente un regalo rendendoci partecipi della sua emozione. Siamo al cospetto di un siciliano, di origini catanesi, che risiede a Roma dalla maggior parte della sua vita, ma che ama la Sicilia forse anche più di quanto la amiamo noi che ci abitiamo. Basta leggere il suo libro per capirlo».

“Ericlea” esce nelle librerie in queste ore, impreziosito della prefazione del magistrato Francesco Messineo, già Procuratore della Repubblica di Palermo.

Da sinistra: Antonietta Greco Giannola, Orazio Santagati, Francesco Messineo
Da sinistra: Antonietta Greco Giannola, Orazio Santagati, Francesco Messineo

«Non avevo mai scritto una prefazione – dice Francesco Messineo – ma mi é stato facile perché il libro é gradevole da leggere ed è pieno di contenuti. Non è un romanzo del genere mafioso al quale siamo abituati, ma appartiene a un’esperienza assolutamente interessante. Ci sono tanti spunti originali e una serie di invenzioni romanzesche che, però, non sono cose tanto lontane dalla realtà. Siamo nel 2042 e il personaggio della storia, Nikolas, ex pilota elicotterista militare eroe di guerra, appartiene a una famiglia di cultura e tradizioni mafiose.  La cosa assolutamente originale è l’incipit, nel quale si rappresenta uno scenario inquietante, con una mafia che in questo futuro prossimo non solo non è scomparsa ma ha addirittura preso il potere in tutto il mondo e comanda i governi che sono diventati manifestazioni esterne. In questo contesto, un personaggio importante tanto quanto Nikolas è Salvatore Sinagra, capo dei capi di questa mafia onnipotente, che decide di ricostruire in una lontana isola caraibica, appunto Ericlea, un paese mafioso degli anni ‘50/’60. Siamo davanti a un’invenzione narrativa molto intrigante, che crea un clima favorevole per la lettura perché ci consente di seguire e vivere i sentimenti, le reazioni mentali, i pensieri, le idee di questo giovane che si ritrova catapultato in un mondo che non capisce. Parte, comunque, tutto da un desiderio di narrare. È un libro che si pone nelle tradizioni narrative dell’800 con intrighi, tradizioni, tradimenti, tutto quello che forma normalmente l’armamentario di lavoro di un autore di livello. Libro, le cui pagine offrono anche tantissimi spunti di riflessione. Ecco perché ho amato scrivere questa prefazione».

Da sinistra: Gino Pantaleone, Orazio Santagati, Antonino Schiera
Da sinistra: Gino Pantaleone, Orazio Santagati, Antonino Schiera

Tanta emozione anche e soprattutto dallo stesso Santagati, che ha voluto con tutta la sua forza dare modo a Ericlea di esordire in Sicilia, raccontando di un paese che non esiste ma il cui nome viene ispirato da quell’Eraclea Minoa dei suoi nonni paterni, in cui veniva a trascorrere gran parte delle sue estati da piccolo.

«La scelta di presentarlo per prima qui è stata una questione di cuore. Anche se abito da tanto tempo a Roma, 54 anni su 56, sono legatissimo alla Sicilia – tiene a precisare lo stesso autore –  dove ci sono mia madre e mia nonna. Si veniva qui una volta all’anno in vacanza con il treno, cosa che non si fa più visto che con un colpo d’ali sei ovunque. Storia vera? A parte riferimenti a nomi di veri mafiosi, come Salvatore Sinagra, uno dei personaggi di Andrea Camilleri che abbiamo conosciuto grazie anche al commissario Montalbano,  non c’è nulla di autobiografico. È  stato un caso, mi piaceva il suono e ho deciso di lasciarlo. Qualcuno mi ha chiesto perché un’altra storia di mafia. Essendo io uno che studia storia da 40 anni, specializzato nella storia del Novecento, vado sempre a curiosare e trovo cose ogni volta nuove. Avevo deciso di scrivere una storia di mafia nel futuro, visto che con “L’ amico del Führer” ero stato nel passato, immaginando una mafia burattinaia dei governi di tutti gli stati mondiali, dove qualcuno si è confederato, qualcuno si chiamerà ancora Russia, Tibet, Cina. Nikolas, ex pilota di elicotteri militari che saranno fabbricati nel 2030, si ritrova in quest’isola che, dalla sera alla mattina cambia e, invece di essere popolata da persone della sua generazione, si anima di personaggi dalla mentalità siciliana ristretta come quella che appartiene alla Sicilia a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, piena di animali, scecchi, lupare, armi abolite già nel ’22 da tutti gli Stati. Si trova, per esempio, in una stazione di carabinieri con un maresciallo che gli fa un interrogatorio molto duro, che lo colpisce anche perché non riesce a capire. In tutto questo, gli viene chiesto il pizzo dalla famiglia Colosimo che vorrebbe comandare e, quando lui si rifiuta, lo minacciano insieme alla sua famiglia.

Enzo Rinella
Enzo Rinella

Da lì sarà un susseguirsi di colpi di scena, con l’emissario della mafia locale che lo va a trovare e lui, costretto a difendersi, si ritrova costretto a uccidere chi minaccia la sua vita. Finirà in un carcere abolito tanti anni prima dove, insieme ad altri detenuti, forma una piccola cricca, decidendo poi di evadere e far fuori i Colosimo. Bisogna, però, leggerlo per capire che dinamiche si muovono e sottendono a tutta la storia, trattata come se volessi raccontare quel film che avevo in mente solo io. Infatti, mi fa molto piacere quando qualcuno dice che la mia scrittura si ama perché riesce a fare immergere in un mondo pieno di visioni».

Visioni, ma neanche tanto, visto che lo stesso Messineo lo ha definito uno scrittore dell’Ottocento al pari di Verga. E in tanti lo credono, dimostrandolo attraverso la partecipazione a questa giornata all’Homi Country Retreat. A parte l’attore Enzo Rinella, al quale è spettato l’arduo ma anche molto piacevole compito di leggere e dare vita ad alcuni passi del libro, c’erano pure: lo scrittore Gino Pantaleone; l’editore Nicola MacaioneRoberto Ricciardi, vincitore dell’edizione 2016 del Premio “Piersanti Mattarella” con ”Il prezzo della fedeltà. Storia di Giuseppe Giangrande”; Luciana Argentino, vincitrice dell’edizione 2016 del Premio, sezione poesie, con” Le stanze inquiete”; il poeta e scrittore Antonino Schiera, insignito della targa Premio “Piersanti Mattarella 2016” nella sezione poesie, per il suo ultimo libro “Frammenti di colore”.

Foto Giuseppe Volpes (PV-Fashion-Portrait)
Foto Giuseppe Volpes (PV-Fashion-Portrait)

A impreziosire il resto della giornata, rendendo ancora più magico questo viaggio che di tappe ne ha avute e ne avrà ancora tante davanti a sé, la sfilata dei gioielli in fibra di fico d’india di Tiziana di Pasquale DArtdesign, indossati  sui colorati e gioiosi abiti di Agemina da 9 splendide followers (Caterina Tarantino, Giusy Piegari, Giusi Maggio, Gabriella Insana, Gabriella Papadia, Patrizia Gattuso, Valentina Bongiovanni, Giacinta Patorno e Valeria Gandolfo). Indimenticabile momento, reso ancora più tale dalle bellissime foto di Giuseppe Volpes e le riprese firmate Nicola Vittorioso.

«È stato bello esserci – sottolinea la Di Pasquale – anche perché in un contesto ineguagliabile. Le vere protagoniste di questo evento, come tutti quelli che organizzo, però, sono le mie ragazze, le followers che mi seguono e che sfilano come vere modelle. La trasparenza delle acque di questa piscina e la natura prorompente tutta attorno, insieme al calore che ho sentito da parte del pubblico, hanno fatto il resto, dimostrando ancora una volta che l’arte e lo spettacolo sono sinonimi di cultura perché avvicinano e fanno conoscere mondi sconosciuti capaci di arricchire il nostro spirito. Bello, poi, avere condiviso questo evento con persone come Antonietta Greco Giannola, la cui energia vibra in tutto quello che la circonda».

Inevitabile, quindi, dare modo di chiudere a colei che ha voluto e pensato tutto ciò.

Al centro Tiziana Di Pasquale DArtdesign
Al centro Tiziana Di Pasquale DArtdesign

«Lo dicevo qualche giorno fa, niente è stato lasciato al caso – conclude la Greco Giannola –. Se questa giornata è riuscita, lo devo ai tanti ospiti che hanno capito il senso di questo progetto. Devo, poi, dire grazie a tantissime persone, ai miei più stretti collaboratori, che hanno creato relazioni sinergiche con Orazio Santagati, Tiziana Di Pasquale, Carolina Evola per l’angolo del make-up dal titolo “La vita è bellezza”, come pure con le aziende Cantine di Legami per i vini e Provenzano per l’olio, prodotti che si sono potuti gustare per tutta la giornata insieme ai buonissimi centrifugati pieni di ingredienti salutari in linea con la filosofia della struttura che hanno meritato il podio delle bontà offerte dalla “Homi Life”. Senza dimenticare lo Street Scaccio di Marcello e Nuny La Piana, che ci ha nutrito con mandorle, noci, castagne e quanto di più buono ci offre la natura da questo punto di vista. Insomma, un’esperienza andata oltre le aspettative, della cui riuscita siamo enormemente orgogliosi».

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